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L'Officina Teatrale degli Anacoleti è stata ufficialmente costituita il 1 febbraio 2006 grazie alla volontà di sedici allievi del corso d’avviamento al Teatro tenutosi presso il circolo culturale Officine Sonore in via Ugo Shilke a Vercelli dall’ottobre 2005.
Le origini delle Officine Teatrali non risiedono tuttavia nel mero desiderio di costituire un'Associazione fine a se stessa, bensì nel proponimento di convogliare le passioni e le aspirazioni lentamente germogliate nei cuori degli stessi allievi durante la loro esperienza di formazione guidata dall'attore professionista Federico Grassi, per sviluppare e promuovere la crescita di una scuola e di una compagnia stabile che nasca e appartenga alla Città di Vercelli, con l'obiettivo di realizzare produzioni teatrali in cooperazione, sinergia e scambio con importanti Teatri Stabili d'altre città italiane grazie ai rapporti d'eccellente e reciproca stima professionale e umana che la nostra Direzione Artistica intrattiene con questi.
L'Associazione è costituita unicamente dalle persone fisiche ad essa affiliate, non ha scopo di lucro ed è apolitica, apartitica e aconfessionale. Possono divenire membri dell’Associazione tutti coloro, persone fisiche, giuridiche, associazioni ed enti che ne condividono gli scopi e che, previa domanda motivata, siano ammessi dal Comitato Direttivo; l'Associazione nutre particolare riguardo verso le domande d’affiliazione che siano avanzate dai nuovi allievi partecipanti ai corsi, seminari e stage, credendo che le risorse umane costituiscano la leva basilare per un nuovo sviluppo del Teatro nella nostra città e nel nostro paese.
Per ogni approfondimento o ulteriore informazione, ti invitiamo a prendere contatto inviando una mail a info@anacoleti.org oppure ad uno degli indirizzi specifici indicati in questa pagina nella sezione contatti.
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a|na|co|lù|to s.m. costrutto sintattico non conseguente, in cui la prima parte rimane incompiuta, poiché il seguito non si lega sintatticamente; spesso in costrutti del genere si comincia con un soggetto e si prosegue con un altro; p.e. chi pecora si fa, il lupo se lo mangia; io, la mia patria or è dove si vive (Pascoli).
a|na|co|rè|ta s.m. nel cristianesimo orientale dei primi secoli, eremita che viveva in solitudine nel deserto dedicandosi alla contemplazione e alla vita ascetica
a|na|co|lè|ta neologismo
nel secolo corrente è l’esatto contrario dell’anacoreta, ovvero un cenobita, dal greco koinòs "comune" e bìos "vita"; con questo termine usiamo liberamente indicare l’aspirante attore che vive la sua unione con il teatro in un "luogo di vita comune" (palcoscenico). Succede talvolta che l'anacoleta inciampi in un costrutto non conseguente e rimanga incompiuto; p.e. chi attore si fa, Gassman se lo mangia.
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