Note di Regia
“Quattro Quarti di Luna” rappresenta uno spettacolo assolutamente inedito per la scena teatrale italiana: interamente prodotto, realizzato e sceneggiato dagli autori dell’Officina Teatrale degli Anacoleti, mostra una testimonianza dell’uomo Cesare Pavese, scevra di glorificazioni e agiografie, anzi imperniata piuttosto sulla “messa a nudo” delle debolezze ed ossessioni che sfociarono nell’irrisolutezza della sua stessa esistenza. Quell’irrisolutezza da cui solo potevano scaturire le liriche e i diari, i ricorrenti “viaggi di ritorno al paese” descritti in molteplici racconti.
A ritroso, dalla desolata stanza dell’Albergo Roma, sul palcoscenico si snoderanno le relazioni vissute dallo scrittore piemontese, con l’amico Nuto che rappresenta il contraltare della concretezza contadina, con Sturani, con lo stesso Lajolo che fu il compagno delle ultime stagioni, colui che probabilmente volle comprendere davvero l’umanità celata tra le foschie delle inadeguatezze pavesiane.
Il viaggio attraverso i “quattro quarti di luna” - figure femminili più rilevanti nella sua stessa esistenza, ne marca –forse inesorabilmente- il tragico destino. Tina Pizzardo, Fernanda Pivano, Bianca Garufi e Constance Dowling proferirono un “no” all’ipotesi di condividerne la vita.
I dialoghi con le protagoniste del “grande rifiuto” accenderanno una luce volta a mostrarci Pavese per ciò che realmente era, congelando i flash dei fotografi al premio strega in un ritratto dalle tinte crude ed essenziali e, proprio per questo, più amorevole e indulgente.
Sandro Gino
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