Il lungo e travagliato percorso dell’esistenza umana letto e recitato attraverso la metafora del viaggio. I paesaggi e i luoghi che visitiamo sono quelli delle piccole sensazioni quotidiane, dei grandi sentimenti potenti e straordinari, di tutte le emozioni che ci accompagnano nel percorso/occasione che comunemente chiamiamo vita, dal primo vagito all’ultimo alito di respiro.
Un viaggio scandito in tre stanze/fermate principali.
Nascita: dalle primordiali sensazioni uterine e post travaglio nelle parole di un anonimo poeta contemporaneo, fino ai primi turbamenti adolescenziali dei ragazzi che si baciano di Prevert, attraverso il primo dolore della piccola bimba di Gozzano e la supplica alla madre del giovane ragazzo di Pasolini.
Copula: dall’età adulta alla piena maturità e consapevolezza; la stagione delle relazioni e dell’amore soprattutto, raccontato nelle sue molteplici prospettive. L’amore lirico ed ideale del Sonetto Shakespeariano, quello dai profumi di storia boccaccesca nell’Elogio degli amori ancillari di Gozzano, fino alla pienezza del sentimento in senso romantico e passionale nei versi sublimi di Apollinaire, Salinas e Wilcock.
Morte: l’ultimo segmento del tragitto. La stagione della malinconia e della stanchezza, dei ricordi e dei bilanci, la contabilità della vita, la paura dell’inaspettato e sconosciuto, ma anche la rabbia e la ribellione ad un destino ineluttabile che si vorrebbe almeno rimandare nei bellissimi componimenti di Palazzeschi, Cardarelli, Vian, Montale e Ferlinghetti che con la sua Lunga strada chiude in maniera mirabile ed esemplare il cerchio del nostro cammino.
Il tutto ambientato in un luogo astratto, una grande biblioteca del mondo, di Borgesiana memoria. Fogli immacolati vergati d’inchiostro, vite come pagine bianche vergate di amori, malinconie, suppliche, fremiti, gioie e dolori. Le parole dell’esistenza, che è parola.
Lo Spettacolo è affidato all'interpretazione di cinque attori professionisti insieme ad alcuni allievi dell'Accademia d'Arte Teatrale: oltre a Federico Grassi, Gabriella di Croce e Paola Surace, già docenti dell'Accademia, partecipano in veste di ospiti Ilaria Genatiempo e Marco Alberghini, degno sostituto di Giovanni Argante, assente per un impedimento imprevisto.
Marco Alberghini, formatosi alla Bottega teatrale dei fratelli Mazzarella, per alcuni anni ha fatto parte della loro Compagnia stabile. Successivamente segue il suo Maestro, Piero Mazzarella (depositario del teatro dialettale milanese e attore strehleriano pluripremiato), iniziando con lui un rapporto di collaborazione che dura tutt’oggi e che li vede lavorare insieme in dieci commedie.
Prevalentemente impegnato a teatro ha recitato, tra gli altri, nei seguenti spettacoli: La casa di pietra con Gabriele Ferzetti regia di Tonino Pulci, Nebbia regia di Gaia Catullo, Filo spinato regia di Giulio Cavalli, La gelosia di Lindoro di Carlo Goldoni, e a fianco di Piero Mazzarella nei celebri: Tecoppa regia di Marco Rampoldi, La Gesetta del Pasquiroeu di Severino Pagani, Il Diluvio di Ugo Betti, Il medico dei pazzi di Eduardo Scarpetta, Chi trova un amico trova un nemico regia di Silvano Piccardi. Ha inoltre partecipato a due produzioni televisive ed è stato protagonista di alcuni cortometraggi.
Nel 2006 ha fondato la Compagnia Stabile di Milano® .

Ilaria Genatiempo, diplomata presso l’Accademia Nazionale D’Arte Drammatica “Silvio D’Amico”, vince nel 2003 il Premio Nazionale delle Arti e nel 2005 il Premio Hystrio come migliore attrice.
Ha recitato, tra gli altri, nei seguenti spettacoli: Alcesti di Euripide, regia di M.Castri, nel ruolo di Alcesti; Amleto di Shakespeare, regia di A. Syxty; Boston marriage di Mamet, regia di Stefano Messina; Le facce di Sally di E.Brown, regia di E. Coltorti; I Tre Moschettieri di A.Dumas, regia di Attilio Corsini, nel ruolo di Milady; Il lutto si addice ad Elettra di O’Neill, drammaturgia e regia di Mario Ferrero; La pazzia d’Orlando di G.Cicognini, regia di G.Rocca, nel ruolo di Angelica; Girotondo di Schnitzler, regia di L.Pasquinelli; Chiunque abbia usato questo letto di Raymond Carver, regia di A. Mancini; Trappola per topi di A.Christie, regia di Stefano De Luca; Le Troiane, regia di Adriana Innocenti; Rapsodia per Ettore e Andromaca, regia di G. Angione.
