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DORA PRO NOBIS

Fotografa, artista surrealista, intellettuale: Dora Maar attraversò uno dei momenti più incandescenti del Novecento, ma la sua storia è stata troppo spesso ricordata soltanto come quella della donna amata da Pablo Picasso. “Dora pro nobis”, tratto da Malamore di Concita De Gregorio, le restituisce voce e identità attraverso il dialogo fra la parola di Federica Fracassi e il violoncello di Lamberto Curtoni. L’una evoca Dora, l’altro diventa il contrappunto di Picasso: due presenze che si cercano e si feriscono. Tra talento, amore, dipendenza e perdita di sé emerge il ritratto di una donna dallo sguardo straordinario – sua la celebre documentazione fotografica della nascita di Guernica – e il racconto di quanto possa costare vivere accanto a un genio capace di oscurarti. La musica originale di Curtoni trasforma il reading in un duello intimo e musicale. Non la musa di Picasso, dunque, ma Dora Maar: artista, donna, presenza irriducibile del Novecento.

 

Federica Fracassi è una delle interpreti più autorevoli della scena teatrale italiana contemporanea. Il suo percorso attraversa teatro indipendente, grandi istituzioni e drammaturgia contemporanea, confrontandosi con autori quali Ionesco, Pirandello, Testori, Ágota Kristóf, Duras ed Ernaux. Nel 2011 riceve il Premio Ubu come migliore attrice ex aequo con Mariangela Melato e il Premio Eleonora Duse; nel 2021 il Premio Le Maschere del Teatro Italiano per “Le sedie”. Al suo fianco Lamberto Curtoni, violoncellista e compositore diplomato al Conservatorio “G. Verdi” di Torino e perfezionatosi con Giovanni Sollima, ha collaborato tra gli altri con Gidon Kremer, Franco Battiato ed Enrico Rava. In “Dora pro nobis” voce e violoncello diventano due personaggi, due forze emotive, due lati della stessa storia.